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Spirito Santo - Curiosità

L’antica statua lignea di Sant’Antonio da Padova

 

La statua di Sant'Antonio custodita nella chiesa di Spirito Santo venne donata dalla madre della compianta sindaco dott.ssa Paladino, la quale aveva richiesto a Dio che, per intercessione del Santo padovano, gli donasse la gioia della maternità. La grazia da lei richiesta venne esaudita e alla nascita della figlia - la dott.ssa Paladino appunto - per segno di riconoscenza, donò la statua che oggi si venera nella chiesa settecentesca. Ma la statua che oggi veneriamo risale alla metà del XX secolo e, in realtà, ne sostituisce una più antica, verosimilmente risalente al XVIII secolo che ormai è completamente rovinata. Priva di Bambino (sicuramente andato perduto), di colore e delle parti aggiunte - come ad esempio gli occhi - è realizzata in legno e, nonostante le pessime condizioni di conservazione, si può ancora ammirare la sua grande qualità esecutiva.

 

La cinquecentesca tavola di San Francesco

 

Il dipinto su tavola raffigurante san Francesco da Paola che noi possediamo è molto simile ad un altro dipinto su tavola venerato a Montalto Uffugo ed entrambe le figure sono, per lineamenti e caratteristiche, simili ad un ritratto di san Francesco custodito in Vaticano. Questo significa che, a grandi linee, i tratti somatici del nostro dipinto dovrebbero essere quelli che il Santo paolano possedeva. Inoltre, le didascalie dei medaglioni che incorniciano il dipinto e che raffigurano i miracoli più celebri del Santo sono scritte in vernacolo paolano antico. Secondo una personalissima ipotesi, il Santo paolano ha compiuto il prodigioso attraversamento dello stretto di Messina sul mantello, da Scilla, perché, dovendosi recare a Milazzo e provenendo da nord, sarebbe stato inutile proseguire sulla costa calabra per attraversare lo stretto più a sud, aumentando di molto i chilometri da percorrere e quindi i tempi. In base a questa ipotesi, gli scillesi, rimasti impressionati da questo prodigio, volendo introdurre il culto al Santo anche nella loro città, avrebbero commissionato questa meravigliosa opera cinquecentesca. A suffragare questa tesi vi è la parte soprastante del dipinto che ritrae proprio l’attraversamento dello Stretto che, rispetto agli altri miracoli raffigurati, si trova in posizione centrale ed è di dimensioni nettamente superiori quasi a voler sottolineare il legame tra Scilla e il miracolo ritratto.

 

La Chiesa e i terremoti

 

La chiesa dello Spirito Santo è l’unica in tutto il comprensorio dello Stretto ad aver superato incolume i due tremendi terremoti (1783-1908).
Questo perché le fondamenta della struttura poggiano su terreno sabbioso e la sabbia, durante le oscillazioni sismiche, ha svolto nei confronti della struttura soprastante il ruolo che oggi svolgono in Giappone le gigantesche molle poste alla base dei pilastri dei grattacieli.

Ultimo aggiornamento ( Sabato 12 Settembre 2009 14:23 )

 


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