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San Giuseppe - Origini

Del presente articolo è autore o curatore il dott. Rocco Panuccio, cultore di storia locale ed esperto in beni storico-artistici e culturali. Ogni riproduzione, anche parziale (citazione diretta), è vietata senza espressa autorizzazione ed ogni utilizzo di notizie (citazione indiretta) senza citarne la fonte costituisce condotta sleale e grave disonestà intellettuale.

Le origini dell’attuale chiesa di San Giuseppe risalgono al lontano 12 luglio 1619, data in cui D. Maria Ruffo fece venire a Scilla i Padri Crociferi per l’assistenza spirituale agli abitanti del quartiere di Chianalea o Acquagrande, provvedendo alla realizzazione di un convento con annesso un piccolo ospedale sul luogo di un preesistente complesso monastico bizantino. Il convento venne intitolato a Maria Ss. Annunziatae l’attuale edificio sacro costituiva Cappella del convento medesimo. Nella prima metà del XVIII secolo, il sacerdote Giuseppe Bovi, medico dotto nato a Scilla il 24 gennaio 1697, introdusse il culto a San Giuseppe e fece realizzare all’interno della chiesa dell’Annunziata un altare laterale, al di sopra del quale fece collocare un mezzo busto raffigurante il Santo Patriarca. Quest’opera era realizzata con la tecnica tipica con la quale vengono tutt’oggi realizzati i pastori del Presepe Napoletano, ossia testa ed arti in terracotta e corpo impagliato. Il sacerdote morì per via dei crolli causati dal terribile sisma del 1783 e venne sepolto, come da lui espressamente richiesto, all’interno della chiesa, accanto l’altare di San Giuseppe. Il convento restò in piedi fino a quando, nella seconda metà del XIX secolo, iniziarono i lavori per la costruzione della strada ferrata. Questi modificarono radicalmente l’aspetto della parte settentrionale del quartiere. Gran parte del convento venne demolita lasciando in piedi solo la chiesa. A testimoniare le grandi dimensioni del convento esiste un accenno di arco in mattoni intonacato a calce che, verosimilmente, segnava l’ingresso del complesso monastico. A testimonianza dell’antica devozione verso la Vergine Maria, l’area gravitante attorno alla chiesa è denominata rione Annunziata.



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