Il Ministero straordinario della Comunione rappresenta la risposta amorosa della comunità cristiana a coloro che desiderano vivere la comunione nell’unico Corpo e nell’unico Sangue del Signore. 

La Chiesa discerne un carisma dello Spirito riconoscendone l’autenticità e quindi conferisce un ministero corrispondente perché l’intera comunità possa fruire delle grazie di quel carisma. La parola “ministero” ci ricorda inoltre che chi lo riceve è chiamato ad amministrare beni di altri, non i propri, a essere sempre timoroso di vedersi affidare una ricchezza che non gli è propria e di cui dovrà rendere conto. Si tratta di vivere con amore il dono ricevuto e di gioire con gratitudine perché siamo chiamati a portare l’Eucaristia ai fratelli sofferenti e ad essere strumenti della comunione della Chiesa.

Inoltre è “straordinario”, cioè non è un ministero ordinario della comunione, come succede per i ministri ordinati, né è un ministero istituito, come per gli accoliti e i lettori, ma è un ministero che straordinariamente viene conferito a coloro che collaborano con il parroco sovvenendo ad alcune specifiche necessità della comunità cristiana, in special modo alla comunione dei battezzati malati. 

Infine è un ministero di comunione. Significa che con il suo esercizio la vita di comunione della Chiesa si accresce e si rafforza, significa che i Ministri straordinari della Comunione sono custodi dell’amore e della comunione della loro comunità cristiana. Saranno modelli di fedeltà e di preghiera, saranno sempre disponibili a pacificare, congiungere, unire i cuori, colmare i dissidi, dissipare le ombre. Essere ministri della comunione significa essere coerenti con il mistero pasquale che celebriamo testimoniandolo con i nostri gesti. Le azioni di un ministro devono sempre mostrare, come in trasparenza, l’azione di Colui che rappresenta; portare ad un ammalato l’Eucaristia significa essere presenza d’amore autentico ripetendo il gesto di Colui che ha dato la sua vita per noi.