"O inconcepibile ed insondabile Misericordia di Dio,
chi Ti può adorare ed esaltare in modo degno?
O massimo attributo di Dio Onnipotente,
Tu sei la dolce speranza dei peccatori"

(Diario - II Quaderno, 951)

 

Era la sera del 22 febbraio del 1931, quando nell’umile cella del Convento di Plock, Gesù apparve, vestito di una tunica bianca, a Suor Maria Faustina Kowalska: un’umile suora appartenente alla Congregazione della Beata Vergine Maria della Misericordia di Varsavia; meravigliata e attonita, improvvisamente si sentì pervasa da due sentimenti contrastanti: timore e gioia grande.

 

 

Il suo sguardo era fisso su Gesù, il quale era intento, con la mano destra, a benedire, e con l’altra, a scostare la veste per mostrare la ferita del petto, dalla quale si dipartivano due grandi raggi: l’uno rosso e l’altro pallido, segno di quel Sangue e Acqua che scaturirono dal suo Cuore nella lanciata al costato sulla croce.

Suor Faustina, nel suo Diario, riporta così le prime parole pronunciate da Gesù in quell’occasione: "Dipingi un’immagine secondo il modello che vedi, con sotto scritto Gesù confido in Te", raccomandandole di mettere bene in evidenza queste tre parole; altro particolare che Gesù volle sottolineare è quello legato al suo sguardo: “Lo sguardo di questa immagine è tale e quale al Mio sguardo della croce”.

Continuando Gesù dice ancora a Santa Faustina: “Attraverso te, come attraverso questa Ostia, passeranno i raggi della Misericordia sul mondo. Il Mio Cuore è stracolmo di tanta Misericordia per le anime.

Oh! se riuscissero a capire che Io sono per loro il migliore dei Padri; che per loro è scaturito dal Mio Cuore Sangue ed Acqua, come da una sorgente straripante di Misericordia; che per loro dimoro nel tabernacolo e come Re di Misericordia desidero colmare le anime di grazie, ma non vogliono accettarle;

 

 

Oh! quanto è grande l’indifferenza delle anime per tanta bontà, per tante prove d’amore! Hanno tempo per ogni cosa; per venire da Me a prendere le grazie non hanno tempo”.

Gesù manifesta espressamente la volontà che quest’immagine venga, prima venerata nel convento della Congregazione, e successivamente nel mondo intero, additando proprio Suor Faustina come mezzo e tramite per la diffusione di questo culto.

Alla suora, a Plock nel 1931, fece poi un’altra richiesta, ovvero che venisse istituita una festa in onore della sua Misericordia la prima Domenica dopo Pasqua, cioè la Domenica in Albis. Queste le sue parole: “Io desidero che vi sia una festa della Misericordia. Voglio che l'immagine, che dipingerai con il pennello, venga solennemente benedetta nella prima domenica dopo Pasqua; questa domenica deve essere la festa della Misericordia”.

Negli anni successivi Gesù è ritornato a fare questa richiesta addirittura in 14 apparizioni definendo con precisione il giorno della festa nel calendario liturgico della Chiesa, la causa e lo scopo della sua istituzione, il modo di prepararla e di celebrarla come pure le grazie ad essa legate.

La scelta della prima Domenica dopo Pasqua ha un suo profondo senso teologico: indica lo stretto legame tra il mistero Pasquale della Redenzione e la Festa della Misericordia, cosa che ha notato anche suor Faustina: “Ora vedo che l’opera della Redenzione è collegata con l’opera della Misericordia richiesta dal Signore” Questo legame è sottolineato ulteriormente dalla Novena che precede la Festa e che inizia proprio il Venerdì Santo.

 

 

Gesù stesso, ha poi spiegato a Suor Faustina la ragione per cui ha chiesto questa istituzione: “Le anime periscono, nonostante la Mia dolorosa Passione. Se non adoreranno la Mia misericordia, periranno per sempre”.
Per ciò che concerne il modo di celebrarla Gesù ha espresso due desideri:

  1. che il quadro della Misericordia sia quel giorno solennemente benedetto e pubblicamente venerato;

  2. che i sacerdoti parlino alle anime di questa grande e insondabile Misericordia Divina, e in tal modo risveglino nei fedeli la fiducia; esorta dunque la Suora dicendole: “Chiedi al Mio servo fedele, che in quel giorno parli al mondo intero di questa mia grande Misericordia”

“Sì - ha detto Gesù - la prima Domenica dopo Pasqua è la Festa della Misericordia, ma deve esserci anche l’azione; esigo il culto della Mia Misericordia con la solenne Celebrazione di questa festa e col Culto all’immagine che è stata dipinta".

La grandezza di questa Festa è dimostrata dalle sue promesse:

  1. “In quel giorno, chi si accosterà alla sorgente della vita questi conseguirà la remissione totale delle colpe e delle pene”. Una particolare grazia è poi legata alla Santa Comunione ricevuta quel giorno in modo degno: “La remissione totale delle colpe e castighi”.

Gesù non ha limitato la sua generosità solo a questa, anche se eccezionale, grazia; ha infatti promesso: “Riverserò tutto un mare di grazie sulle anime che si avvicinano alla sorgente della Mia Misericordia”, poiché‚ “in quel giorno sono aperti tutti i canali attraverso i quali scorrono le grazie divine. Nessuna anima abbia paura di accostarsi a Me anche se i suoi peccati fossero come lo scarlatto”.

L’incomparabile grandezza delle grazie legate a questa Festa si manifesta in tre modi:

  1. Tutte le persone, anche quelle che prima non nutrivano devozione alla Divina Misericordia, e persino i peccatori che solo quel giorno si convertissero, possono partecipare alle grazie che Gesù ha preparato per la festa;

  2. Gesù vuole in quel giorno regalare agli uomini non solo le grazie salvificanti, ma anche benefici terreni, sia alle singole persone sia ad intere comunità;

  3. Tutte le grazie e benefici sono in quel giorno accessibili per tutti, a patto che siano chieste con grande fiducia.

Questa grande ricchezza di grazie e benefici non è stata da Cristo legata ad alcuna altra forma di devozione se non alla Divina Misericordia. “Il mio cuore gioisce del titolo di Misericordia”, dice Gesù aggiungendo che “la Misericordia è il più grande attributo di Dio, tutte le opere delle mie mani sono coronate dalla Misericordia”.

 

La storia del quadro

 

La prima Immagine di Gesù Misericordioso fu dipinta a Vilnius, nel 1934, dal pittore Eugeniusz Kazimirowski; Suor Faustina diede personalmente le indicazioni al pittore. Quando peròil quadro fu terminato, non ne rimase contenta e piangendo si lamentò con Gesù: "Chi Ti dipingerà così bello come sei?". In risposta sentì: "Non nella bellezza dei colori e del pennello sta la grandezza di questa immagine, ma nella Mia grazia”.Questo dipinto per la prima volta è stato mostrato in pubblico ed è stato venerato nel Santuario della Madre della Misericordia a Ostra Brama da 26 al 28 aprile 1935.

 

 

Ha suscitato grande interesse tra i fedeli e le sue riproduzioni negli anni della II Guerra Mondiale sono state diffuse per iniziativa del Beato Michele Sopocko, confessore di Suor Faustina. Oggi tale quadro è venerato nella chiesa di Santo Spirito a Vilnius.

In tutto il mondo è però famosa un altra Immagine dipinta dal pittore Adolf Hyla e conservata a Lagiewniki (Cracovia), nel Santuario dedicato alla Divina Misericordia.

 

 

Il suo primo dipinto, offerto come ex-voto per la salvezza della famiglia durante la guerra, è stato benedetto il 7 marzo 1943 e da allora nel Santuario di Cracovia hanno luogo pubbliche celebrazioni della Divina Misericordia.

 

 

Il quadro, essendo troppo grande, non entrava sull’altare, dove solitamente veniva collocato durante le funzioni; per tale ragione Madre Irena Krzyzanowska, Superiora della Congregazione, ordinò al pittore un secondo quadro, con grandezza e forma adatte all'altare laterale.

 

 

La Domenica in Albis di quell’anno, il 16 aprile 1944, venne, per la prima volta, celebrata nella cappella una Messa solenne votiva alla Divina Misericordia; in quell’occasione Padre Jozef Andrasz S. J. benedisse l’Immagine.

In un primo momento, il quadro rappresentava Gesù Misericordioso sullo sfondo di un prato e di cespugli, successivamente, nel 1954, lo stesso pittore ha ritoccato lo sfondo dipingendolo di un colore scuro e ponendo sotto i piedi di Gesù un pavimento.

Nonostante questa immagine non fosse la prima ad essere dipinta, fu proprio essa a divenire famosa per le innumerevoli grazie, tanto che le sue copie e riproduzioni sono state diffuse in tutto il mondo. Così si realizzò la volontà dello stesso Gesù, manifestata già dalla prima apparizione a Plock: "Desidero che questa immagine venga venerata prima nella vostra cappella, e poi nel mondo intero. Solo così l’umanità troverà pace se si rivolgerà con fiducia a Questa Insondabile Misericordia d’amore”.

 

 

Giovanni Paolo II e la Divina Misericordia

 

Giovanni Paolo II, nel suo ministero petrino, è stato un grande devoto e promotore del Culto alla Divina Misericordia; per volontà di Dio, la sua vita si spense, consegnandosi nelle mani del Padre, sabato 2 Aprile 2005, giornata nella quale, dopo i Primi Vespri, si entrava nella Festa dedicata alla Divina Misericordia e istituita da lui stesso nel 2002.

Le poche persone che gli furono accanto, negli ultimi istanti della sua vita, raccontano che alle 20.00 di quella sera venne celebrata, nella stanza dove si trovava, una Santa Messa votiva alla Divina Misericordia; al termine della stessa, comunicato e ricevuta l’estrema unzione, consegnò il suo ultimo respiro, alle 21.37, proprio a quella Divina Misericordia che nella vita aveva tanto amato e venerato.

 

 

Mentre esalava l’ultimo suo respiro, chi gli stava accanto pregava la Coroncina alla Divina Misericordia, come richiesto da Gesù: “Quando verrà recitata la coroncina vicino agli agonizzanti, Mi metterò fra il Padre e l’anima agonizzante non come giusto Giudice, ma come Salvatore misericordioso. Nell’ora della morte difenderò come Mia gloria ogni anima che reciterà questa coroncina (...) Quando vicino ad un agonizzante viene recitata questa coroncina, si placa l’ira di Dio e l’imperscrutabile Misericordia avvolge l’anima”.

La missione di Suor Faustina trova una forte ispirazione nella Sacra Scrittura e si riflette nei documenti magisteriali della Chiesa, soprattutto nell’enciclica Dives in Misericordia di Giovanni Paolo II, colui che già a partire dal 1994 ha fortemente voluto la diffusione di questo culto, individuando presso la chiesa di Santo Spirito in Sassia a Roma, il cuore propulsore e divenendo in tal modo Centro di Spiritualità della Divina Misericordia.

 

 

 

Il Santo Padre Giovanni Paolo II, per sottolineare ancora l’importanza di queste rivelazioni e del Culto dovuto alla Misericordia di Dio, il 17 agosto 2002, consacrò l’intera umanità alla Divina Misericordia con questo solenne atto: Dio, Padre misericordioso, che hai rivelato il Tuo amore nel Figlio tuo Gesù Cristo, e l’hai riversato su di noi nello Spirito Santo, Consolatore, Ti affidiamo oggi i destini del mondo e di ogni uomo. ChinaTi su di noi peccatori, risana la nostra debolezza, sconfiggi ogni male, fa' che tutti gli abitanti della terra sperimentino la tua misericordia, affinché in Te, Dio Uno e Trino, trovino sempre la fonte della speranza. Eterno Padre,per la dolorosa Passione e la Risurrezione del tuo Figlio, abbi misericordia di noi e del mondo intero! Amen.

 

 

Così diceva nell’omelia del 2002, quando si recò a Cracovia per consacrare un nuovo Tempio alla Misericordia di Dio: "Con questo stesso spirito di fede sono giunto a Łagiewniki per dedicare questo nuovo tempio, convinto che esso sia un luogo speciale scelto da Dio per spargere la grazia della sua Misericordia. Prego affinché questa chiesa sia sempre un luogo di annuncio del messaggio sull’Amore Misericordioso di Dio; un luogo di conversione e di penitenza; un luogo di celebrazione dell’Eucaristia, fonte della Misericordia; un luogo di preghiera e di assidua implorazione della Misericordia per noi e per il mondo.

 

 

Credo fermamente che questo nuovo tempio rimarrà per sempre un luogo dove le persone si presenteranno davanti a Dio in Spirito e verità. Verranno con la fiducia che assiste quanti umilmente aprono il cuore all’azione Misericordiosa di Dio, a quell’Amore che anche il più grande peccato non può sconfiggere. Qui, nel fuoco dell’Amore Divino, i cuori arderanno bramando la conversione, e chiunque cerca la speranza troverà sollievo".

In conclusione facciamo nostre le stupende parole pronunciate dal Santo Padre Giovanni Paolo II in conclusione dell’omelia per la cononizzazione di suor Faustina il 30 aprile 2000:

 

 

Misericordias Domini in aeternum cantabo. Alla voce di Maria Santissima, la «Madre della misericordia», alla voce di questa nuova Santa, che nella Gerusalemme celeste canta la misericordia insieme con tutti gli amici di Dio, uniamo anche noi, Chiesa pellegrinante, la nostra voce. E tu, Faustina, dono di Dio al nostro tempo, dono della terra di Polonia a tutta la Chiesa, ottienici di percepire la profondità della divina misericordia, aiutaci a farne esperienza viva e a testimoniarla ai fratelli. Il tuo messaggio di luce e di speranza si diffonda in tutto il mondo, spinga alla conversione i peccatori, sopisca le rivalità e gli odi, apra gli uomini e le nazioni alla pratica della fraternità. Noi oggi, fissando lo sguardo con te sul volto di Cristo risorto, facciamo nostra la tua preghiera di fiducioso abbandono e diciamo con ferma speranza: Gesù, confido in Te!”

Giuseppe Fava, Emilio Bellantoni

 

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 26 Settembre 2011 06:12 )