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Piano Pastorale

Vita della Comunità
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Fede e Testimonianza

Festeggiamenti in onore di San Francesco di Paola

 

Quest’anno il triduo di San Francesco di Paola è stato ricco di momenti che hanno visto coinvolta la comunità di Scilla. Nell’antica chiesa di Spirito Santo si sono svolte tutte le celebrazioni del triduo da giovedì 5 con le confessioni, la S. Messa seguita dall’Adorazione Eucaristica e il ritiro animato dalle Associazioni. Venerdì la S. Messa è stata animata dalle famiglie dei bambini di Prima Confessione e Prima Comunione. Sabato sono stati protagonisti i giochi che hanno intrattenuto i bambini e dopo la S. Messa, anche i giovani, terminati con l’attesa gara della pasta asciutta.

Il triduo si è concluso domenica con la S. Messa solenne presieduta da Padre Giovanni Cozzolino, delegato generale per la pastorale giovanile minima. È seguita la deposizione di una Corona di alloro in memoria dei caduti in mare e la processione per le vie di Marina Grande. Al rientro in chiesa, i festeggiamenti si sono conclusi con il sorteggio di un’icona votiva e lo spettacolo pirotecnico.

Santina De Franco

 

 

 

Giovani in preghiera per la XIX Giornata Mondiale del Malato

 

Come ogni anno, nella ricorrenza della memoria della Beata Vergine di Lourdes, si è celebrata la XIX Giornata Mondiale del Malato. Un momento per riflettere sulla sofferenza e per rendere più sensibile la società verso le persone sofferenti, in modo che non si sentano dimenticati o emarginati.

Giovedì sera si è celebrata una veglia di preghiera per gli ammalati della comunità. Alla veglia erano presenti i familiari di Peppe Santacroce, giovane della comunità che dal 26 dicembre lotta per la vita in un reparto di rianimazione, dopo un grave incidente in moto. Numerosi i ragazzi che hanno accolto l’invito a partecipare alla preghiera per il loro amico. Gli stessi ragazzi che non hanno lasciato soli i familiari di Peppe neanche un momento dal giorno dell’incidente, hanno contribuito ad animare la celebrazione e commossi hanno recitato il Padre Nostro tutti insieme intorno all’altare. La veglia si è conclusa con la consegna delle preghiere per gli ammalati, deposte in un cesto ai piedi dell’altare.

Venerdì è seguita la Solenne Celebrazione Eucaristica e l’Unzione degli Infermi.

 

 

Santina De Franco

 

La settimana di preghiera per l’unità dei cristiani: Uniti nell'insegnamento degli apostoli

Uniti nell’insegnamento degli apostoli, nella comunione, nello spezzare il pane e nella preghiera” è il tema della settimana di preghiera per l’unità dei cristiani (18-25 gennaio), scelto dai leader cristiani di Gerusalemme, i quali hanno riflettuto sulla vita della Chiesa primitiva e l’atmosfera di pace e unione che regnava in essa. È un richiamo alle origini della prima chiesa in Gerusalemme che ispira al rinnovamento e al ritorno all'essenza della fede; è una chiamata a rivivere il tempo in cui la Chiesa era ancora unita.

In un comunicato del Consiglio Mondiale delle Chiese si legge “un invito al rinnovamento e al ritorno a ciò che nella fede è essenziale, un’esortazione a ricordare il tempo in cui la Chiesa era ancora una”. Le chiese di Gerusalemme sollecitano tutti i cristiani a riscoprire i valori che tennero uniti i primi cristiani di Gerusalemme, quando essi rimasero fedeli all’insegnamento degli apostoli, alla comunione fraterna, allo spezzare il pane insieme e alla preghiera. Anche il Papa Benedetto XVI ha sottolineato all’Angelus che “il serio impegno di conversione” conduce la Chiesa alla piena unità e che “noi cristiani dobbiamo fondare la nostra vita su questi quattro 'cardini': l'ascolto della Parola di Dio trasmessa nella viva tradizione della Chiesa, la comunione fraterna, l'eucaristia e la preghiera''. 

Santina De Franco

 

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 27 Gennaio 2011 14:01 )

 

Una casa in memoria di mons Cassone

 

Una casetta, un segno di amore e di carità in memoria di Mons Andrea Cassone.

La casa della carità di Scilla, per iniziativa del direttore don Mimmo Marturano e di tutti gli operatori, ha deciso di devolvere il ricavato delle offerte, raccolte in occasione della morte del caro vescovo, per compiere un gesto di generosità nei confronti dei poveri del mondo.

Con il dono di 1500 € consegnati al Gruppo India, fondato da Padre Mario Pesce, con cui la comunità scillese collabora da anni con iniziative umanitarie, è stata costruita una casetta destinata ad una famiglia indiana che porterà il nome di mons Andrea Cassone. Il vescovo di Rossano-Cariati, nonchè parroco di Scilla negli anni  '70, ha vissuto l'ultimo periodo della sua vita, quello più doloroso, alla casa della carità, dove è stato circondato dalle premurose cure degli operatori e dei suoi ex parrocchiani. Quando è stato arciprete di Scilla, lo stesso mons. Cassone ha dato un grande impulso al rilancio e all'ampliamento della casa. Un operato che non è stato dimenticato, ma anzi al momento della sofferenza la comunità non ha esitato ad esprimergli tutto  l'affetto possibile e questo gesto di sensibilità verso chi ha bisogno è un ulteriore segno di questa riconoscenza.

Per questo "regalo", ad esprimere gratitudine alla Casa della Carità non sono stati solo i responsabili del gruppo India, tra cui Suor M. Pia Baldini, ma soprattutto un grande grazie è arrivato via lettera da Biju e Viji e i loro figli Emmanuel ed Elgin e la nonna Clara, la famiglia (Foto)che godrà di questo dono e vedrà così alleviare la condizione di miseria in cui è costretta a vivere.

Giusy Nuri

Ultimo aggiornamento ( Martedì 30 Novembre 2010 22:13 )

 

1..2..3..4..5..6 FESTA DEL CIAO!!!!!

 

 

Finalmente siamo arrivati al 21 novembre : oggi c’è la festa del ciao!” ho pensato appena mi sono svegliata. Alle 8.49 ero già pronta e sono uscita di casa per andare a questo meraviglioso evento, ma arrivata nella stradina che porta al salone parrocchiale dove c’era questa festa, mi sono accorta che non si poteva entrare: la persona che aveva le chiavi per aprire il salone aveva dormito un po’ troppo e il salone era ancora chiuso! Tutti noi bambini dell’ A. C. R. quindi siamo andati in chiesa ad aspettare, perché fuori tirava il vento e intanto abbiamo fatto dei canti.

Quando ci hanno chiamati perché il problema era risolto e siamo andati nel salone , molti bambini che l’anno scorso non avevano potuto partecipare alla festa del ciao (compresa me che ero ammalata) si sono stupiti di come gli educatori avevano preparato la sala: le colonne erano state rivestite di carta su cui c’ erano disegnate delle finestre e in cima a queste finestre c’era un cartellone che diceva: “Interno 4 E”, oppure “Palazzo 1E”. Ogni colonna si era trasformata in un palazzo, un palazzo per ogni gruppo. Poi abbiamo cantato e ballato il nuovo inno dell’ACR che si intitola “C’è di più” .

Alle 10.50 siamo andati in chiesa per prepararci alla messa e provare i canti. Alle 11 in punto la messa è iniziata ed è stata fantastica soprattutto quando bambini e grandi sono andati da don Francesco a portare dei doni. Dopo la messa siamo andati a pranzo (avevamo lo zaino con i panini e l’acqua, mentre le patatine e la cocacola erano vietate…) ma non abbiamo mangiato subito: ognuno si è seduto nel proprio palazzo ed ed è arrivato anche don Francesco che è stato un po’ con noi e quando se n’è andato gli abbiamo cantato con tutta la nostra voce “ 1..2…3..4..5…6…ciao!”. Abbiamo mangiato con una fame da lupi e poi ci siamo super divertiti a correre, saltare e ballare per tutto il salone, eravamo liberi!

Verso le tre ognuno è andato nel proprio palazzo e abbiamo fatto dei giochi, come bandierina e un gioco matematico. Così giocando e ridendo si sono fatte le quattro! La festa era finita. Abbiamo fatto una preghiera tutti insieme e i nostri genitori sono venuti a prenderci.

Spero tanto che anche il prossimo anno la rifaremo perché è stato meraviglioso sentirsi liberi di giocare, di cantare e di stare con gli amici. Per me è stata una giornata bellissima e mi sono tanto divertita.

Viva la festa del ciao!

 

Santina De Marco

(Gruppo 9/11- prima comunione)

 

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 24 Novembre 2010 19:50 )

 
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